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Aree Tematiche > E-government > Il Piano e-gov 2012

Il Piano e-gov 2012

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e-gov 2012Il piano “eGov 2012”, presentato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione nel dicembre 2008, conferma la centralità del livello regionale per tutte le azioni “di sistema” non specificamente legate a progetti/iniziative afferenti a funzioni rimaste in capo allo Stato col ridisegno del Titolo V della Costituzione. Già nel suo “Piano Industriale”3, il Ministro anticipa la sua determinazione a stipulare accordi specifici con tutte le Regioni e Province Autonome italiane: ad oggi sono quattro i protocolli d’intesa già stipulati con altrettante Regioni (Lombardia, Campania, Veneto, Toscana). Il comune denominatore è riconducibile agli assi prioritari d’intervento già da tempo individuati: la diffusione e l’utilizzo della CNS/CRS (Carta Nazionale Servizi/Carta Regionale Servizi); l’interoperabilità e la circolarità del dato; la dematerializzazione; l’abbattimento del digital divide, con una forte focalizzazione sugli aspetti relativi alla distribuzione dei servizi di e-government (Reti Amiche, multicanalità, modello di “one-stop-shop”), che probabilmente era mancata nei Piani precedenti, fortemente orientati ai portali e ad una fruizione intermediata dei servizi pubblici on-line da parte dei cittadini/imprese.

Nel piano “eGov 2012” si conferma un modello di governance condivisa, identificando nella Conferenza Unificata Stato/Regioni/Autonomie Locali il tavolo di indirizzo per un processo condiviso e coordinato di adozione e sviluppo dell’SPC. Alla Commissione Permanente per l’Innovazione nelle Regioni e negli Enti Locali (istituita col Codice dell’Amministrazione Digitale) vengono confermate le funzioni istruttorie e consultive in ordine alle politiche riguardanti l’innovazione tecnologica di Regioni e Autonomie Locali.

Il confronto con le Regioni e le Province Autonome sugli obiettivi e le finalità di “eGov 2012” risulta da:

  • la condivisione degli ambiti prioritari di intervento (settoriali, territoriali, di sistema, internazionali): le Regioni e Province Autonome rivestono un ruolo significativo non limitatamente all’ambito territoriale, venendo maggiormente coinvolte in tutte le iniziative che andranno a toccare settori strategici quali ad esempio le infrastrutture (banda larga), la dematerializzazione, la mobilità, il turismo, le scuole ecc.;
  • l’intento condiviso di sviluppo, promozione e potenziamento dei servizi di accesso ai servizi della PA da parte di cittadini e imprese, con particolare riferimento alle Reti Amiche e a Linea Amica;
  • il ruolo centrale della Commissione Permanente sull’Innovazione istituita ai sensi dell'art. 14, comma 3-bis del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 come sede naturale di confronto e concertazione delle varie iniziative;
  • la condivisione della logica di collaborazione per obiettivi e della conseguente necessità di un’azione comune finalizzata al reperimento delle risorse finanziarie da destinare all’innovazione tecnologica della PA.

Inoltre, la conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha proposto un piano di integrazione per il biennio 2009-2010, identificando dodici progetti prioritari da avviare utilizzando la “Commissione Permanente” come tavolo di confronto e di lavoro. Rispetto alla visione originaria del Governo, si rifocalizzano gli obiettivi territoriali (inizialmente di esclusiva competenza statale) col duplice obiettivo di rispondere con maggiore adeguatezza ai vincoli derivanti da un’architettura istituzionale “in movimento” (federalismo fiscale, piena attuazione del riformato Titolo V della Costituzione) e di salvaguardare un insieme quantitativamente e qualitativamente rilevante di iniziative e progetti avviati a livello territoriale a partire dalla prima fase del Piano Stanca.

Si viene in questo modo a configurare un piano “straordinario”, proiettato sul biennio 2009-2010, dentro al quale vengono posizionate iniziative ritenute abilitanti per l’attuazione del federalismo e anticongiunturali.

Dal grafico seguente è evidente come nel centro Italia le spese per l’IT sia concentrata soprattutto per il sistema informativo interno e scarsamente per quanto riguarda le problematiche della sanità ed altre tipologie di servizi.

Suddivisione della spesa IT

In piena sintonia col Piano Industriale della PA, le tecnologie dell’informazione vengono considerate il driver primario per un piano di riefficientamento complessivo e per una drastica riduzione dei costi di funzionamento delle Amministrazioni pubbliche. Inoltre, la piena integrazione dei servizi pubblici in Rete (anche attraverso le Reti Amiche e il Numero Unico della PA) garantisce una riduzione significativa dei costi di accesso per cittadini e imprese, contribuendo a incrementare il livello di competitività del Sistema Paese.

Questo Piano Straordinario 2010 identifica 12 progetti di sistema:

  • 4 progetti a supporto dell’attuazione del federalismo: catasto e fiscalità, infomobilità, lavoro e sanità;
  • 8 progetti di contrasto della crisi economica: reti di servizio (estensione a livello regionale delle Reti Amiche e Numero Unico della PA), dematerializzazione, circolarità anagrafica, sistemi informativi territoriali, beni culturali, banda larga, strumenti di accesso (CNS/CRS), dispiegamento SPConn (Sistema Pubblico di Connettività), dispiegamento SPCoop.


Questi progetti di sistema potrebbero generare investimenti, nel triennio 2009-2011, pari a circa 300 milioni di Euro.

Trend spesa IT Regioni (2008-2011)

Previsione di incremento spesa

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